PROSECCO SUPERIORE CONEGLIANO VALDOBBIADENE D.O.C.G.

L’azienda agricola Gli Allori è nata quasi un secolo fa, nel 1919. In questo lungo periodo, l’azienda ha mantenuto la propria identità ed integrità grazie alla tenacia delle donne di famiglia che l’hanno creata, mantenuta e sviluppata. Il Prosecco D.O.C.G. Le Tose è stato creato per ricordare le tre donne di famiglia, Luigia, Giovanna e Maria Luisa, per esaltare il loro impegno in favore di questo luogo, salvaguardato anche nei momenti in cui la terra e la sua cultura erano considerati solo ricordi di mondi vecchi e senza futuro.

CARATTERISTICHE
Il prodotto, creato secondo il metodo di spumantizzazione Martinotti, si presenta con perlage sottile, persistente e con anidride carbonica mai invadente al naso. I sentori olfattivi sono di frutta matura, di spezie e di mela. Al palato è sapido, grazioso, non aggressivo e giustamente equilibrato, con una discreta complessità ed una buona intensità gustativa dalle note speziate e, in alcuni casi, di erbe aromatiche.

CON I PIATTI
Come tutti i prodotti legati al territorio, il Prosecco D.O.C.G. Le Tose si adatta bene alla cucina locale ed alla maggior parte dei suoi piatti tradizionali.
Servito freddo è ottimo come aperitivo e la sua spiccata acidità e sapidità esaltano le caratteristiche di salumi tipici, quali la sopressa trevigiana. Inoltre, il suo particolare aroma fruttato lo rende unico se abbinato con della verdura fritta o dei piccoli croissants salati. Bevuto a tutto pasto, infine, accompagna ed esalta piatti come i “risi e bisi” alla veneta (risotto con piselli verdi), il coniglio al tegame, il radicchio tardivo di Treviso e le “sarde in saor” alla veneziana (sardine con cipolla e uvetta).

DAL PASSATO AL FUTURO:
La località di Collalbrigo rappresenta da sempre la zona viticola più pregiata della città di Conegliano; qui la vite ed il vino disegnano e modellano da sempre il paesaggio e la cultura delle genti. Nei secoli la vite si è lentamente modificata ed ora che molti vecchi vitigni, quali il Boschera, il Perera ed il Garganel sono stati riscoperti, si conferma che il coneglianese è un’area di elezione per vini bianchi e semplici, come il dolce profilo dei suoi colli.
Pochi sanno che i colli di Conegliano sono, ormai da tempo immemore, patria di vini importanti e conosciuti che venivano esportati sin dal XIV secolo verso il nord Europa e, in particolare, verso la Germania. L’importanza di questo prodotto era tale per cui varie leggi e decreti ne regolavano il commercio e la produzione; ad esempio, in un contratto dell’Abbazia di Santa Bona a Vidor del 1230 si riportano specifiche indicazioni su come disporre la vigna per far sì che un carro potesse transitare comodamente tra i filari. Inoltre, al fine di preservare la produzione ed il territorio, intorno al ‘500 gli statuti coneglianesi prevedevano per i coloni “che ogni anno, ove possibile, fossero messi a dimora 50 piedi di viti con sostegno e 5 piedi di olivo”.
Persino il doge di Venezia Francesco Foscari chiese nel 1431 al Podestà di Conegliano, Stefano Erizzo, di inviargli “unum plaustrum boni et optimi vini de Feletto”.